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Mercato Garbatella

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Mercato Garbatella
Via di San Galla 00132 Roma (RM) Lazio

Info Mercato

Descrizione:

Ci sono luoghi privilegiati nei quali la romanità, quella autentica, ha trovato rifugio pur nei mutamenti della realtà circostante. Una romanità che, per chi non la vive e non la conosce, può apparire uno stereotipo ed è invece la cifra vera del modo di vedere la vita con occhio disincantato ma anche indulgente.

Uno di questi luoghi è la Garbatella, quartiere nato negli anni ’20, rione dal 2003, così battezzato forse da “Garbata Ostella” una locandiera il cui nome rimane un mistero, Maria, Carlotta, Clementina o dall’uso di appoggiare le viti agli aceri e agli olmi cioè “a garbata”.

Qui il mercato rionale è un significativo crocevia per incontri e scambi, un nodo per unire gli abitanti quasi tutti romani così come i protagonisti dell’area commerciale.

I 58 gestori sono di vecchia generazione e quelli più giovani hanno ricevuto il testimone. Dai banchi all’aperto in Via Magnaghi, primo nucleo degli anni ’30, alla sede storica di Via Passino inaugurata nel ’52 e, ora, di nuovo all’esterno lungo Via Santa Galla, una storia tormentata quella del mercato che non ha spento però il naturale ottimismo tra gli addetti ai lavori. C’è chi, infatti, si trova a proprio agio nella nuova sistemazione all’aria aperta in un ambiente più vivace e stimolante per la clientela in continuo aumento che non rimpiange la vecchia sede, peraltro da ristrutturare, in muratura e cemento armato, frutto di una progettazione con luci ed ombre.

In strada, si passeggia, ci si incontra senza quell’aria da supermercato che spesso le strutture troppo complesse finiscono per avere. Gli abitanti della Garbatella si conoscono e si frequentano. Nelle villette nascoste fra il verde dei giardini come nei palazzi condominiali l’orgoglio borgataro dell’appartenenza è come un filo rosso che unisce strade e stradine, scale e piazze.

Mentre Roma si allargava con officine
e manifatture, nelle immediate vicinanze della Via Ostiense, sorgeva questa borgata operaia e, nelle intenzioni, anche marinara, come prova una parte della toponomastica. La data di nascita, 18 febbraio 1920, è testimoniata da una targa in Piazza Benedetto Brin.

L’enorme sviluppo edilizio della capitale nel primo dopoguerra dà vita a questa città-giardino sul modello inglese delle “Garden cities”, alloggi a bassa densità edilizia in stile “barocchetto”, spesso contaminato, espressione del “populismo romantico” di quegli anni. Più tardi, palazzi condominiali, non privi anch’essi di pregi architettonici, si aggiungeranno al primitivo progetto urbanistico.

Al centro di questo piccolo universo, il mercato con un fondo di umanità che lo rende speciale, quasi un’isola accogliente nel metropolitano mare di indifferenza dove migliaia di individui si incrociano ogni giorno ignorandosi in una solitudine che si tocca con mano.

Qui, no. Qui le grida ti raggiungono per divenire familiari, gli odori ti vengono incontro per guidarti, i colori ti danno gioia e allora sai che questo appuntamento imperdibile ti farà sentire vivo magari dopo una buona tazzina di caffè da Cesino Duranti. Ecco, proprio da lui, dietro quel bancone dal ’68 che ti offre una sosta sacrosanta, al bar del mercato, luogo ormai storico dove puoi trovare, tra gli altri, Neri Marcorè, Tosca o Tiziana Foschi. Un saluto, un sorriso, così la giornata diviene meno pesante.

Lo sostengono Ada e Sandra, madre e figlia, due signore che, da più di vent’anni, si occupano di abbigliamento e accompagnano gli acquisti con la “stampella” di una parola buona. - Abito qui da un decennio - precisa la signora Sandra - e penso di avere assorbito lo spirito vero del mercato che è quello di una sana aggregazione. - Tanto è vero che le iniziative non mancano. Una sfilata di moda, ad esempio, fece notizia così come fu un successo una cena a base di carciofi.

Fra gli altri personaggi di spicco Silvia Ascani, nipote del Savoi e i Golossa titolari di una frutteria storica. Pregio comune a tutti gli operatori il rapporto qualità-prezzo.

Da sempre “set” naturale per film e fiction, dalle “incursioni” di Pasolini ai giri in vespa di Nanni Moretti, da “Caro Maestro” ai “Cesaroni”, la Garbatella è entrata nell’immaginario collettivo come simbolo di una romanità sincera e diretta, legata al proprio quartiere…anzi… rione.     

Informazioni Generali

Accessibilità disabili: si
Ortofrutta (n. attività): 12
Ittico (n. attività): 1
Carne (n.attività): 5
Gastronomia (n. attività): 5
Fiori (n. banchi): 1
Altro (n. attività): 15
Dati aggiornati al 2011
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